Da AGCI Lombardia la storia dei Viticultori Lariani, tra poesia, identità e valorizzazione del territorio

Intervista a Franca Riva
Tra le province di Como e Lecco esiste una zona dove l’uva e i vini sono protagonisti indiscussi. Una zona che ha fatto proprio il motto: “C’è più filosofia in una bottiglia di vino che in tutti i libri del mondo”. Ed è quella dei vini IGT Terre Lariane, presente con 29 produttori, oltre 80 etichette con una forte identità territoriale.
Ne parliamo meglio con Franca Riva, della Tenuta Montecchio di Colico, in provincia di Lecco, che ci ha concesso un’intervista per la nostra rivista Libera Cooperazione.
Quando e dove nasce la cooperativa “Viticultori Lariani”?
Nasce a fine luglio del 2018. Ci troviamo nel comune della Valletta Brianza, in provincia di Lecco. La cooperativa ha origine grazie alla volontà di alcune aziende di condividere i processi di vinificazione per l’ottenimento di vini di alta qualità.
La condivisione parte dalla formazione comune in campo agronomico ed enologico, dall’utilizzo degli spazi e degli strumenti di vinificazione, dall’impiego di agronomi ed enologi che seguono le aziende in vigna confezionando, con particolare attenzione al rispetto della materia prima, i vini di oltre 20 aziende delle Terre Lariane.
Ogni azienda conferisce le proprie uve e ottiene i vini aziendali secondo le proprie esigenze.
Qual è il suo ruolo all’interno della cooperativa? Come nasce la sua passione per il vino?
Sono un amministratore in azienda.Sono diventata produttrice di vino nel 2012. Ho una proprietà di famiglia che fa parte di un parco naturale. La burocrazia per la ristrutturazione è stata lunga e complessa. Io e mio marito, ad esempio, per ottenere i permessi per la ristrutturazione di quella che una volta era la stalla, abbiamo aspettato dai 12 ai 15 anni.
Nel 2012 ci siamo ritrovati, dunque, a vivere a Colico con una proprietà di 6 ettari. Dapprima abbiamo pensato di destinare il terreno a un frutteto, a una piantagione di patate e poi io e Giacomo (mio marito) che siamo appassionati di vino, abbiamo optato per un vigneto. In una sera a cena con amici, tra cui vi era un agronomo che lavorava già in un vigneto in Svizzera, stimolati dalle interessanti conversazioni, abbiamo cominciato a pensare: “Perché non produciamo vino?”.
Da lì, la settimana dopo, abbiamo mandato ad analizzare la terra che comunque era ottima ed è così partita l’avventura di diventare produttori di vino. Siamo subito entrati a far parte del Consorzio Terre Lariane IGT delle provincie di Como e Lecco riconosciuta dalla vendemmia 2008. Successivamente nel 2018 nasce Viticultori Lariani società cooperativa agricola insieme a Claudia Crippa e oggi anche con Anna Ghezzi con cui condivido le stesse visioni concettuali di territorio, sostenibilità e tutela dell’ambiente.
Quali sono i vini che vengono prodotti dalla cooperativa? Quale il mercato? Nazionale, internazionale? Sono cambiate le abitudini di consumo?
La Cooperativa vinifica solo ed esclusivamente vini IGT Terre Lariane I principali vitigni sono merlot, pinot nero per i rossi; lo chardonnay e riesling per il bianco. Altre aziende si son ritrovate con vitigni già piantati, come il vitigno che si chiama “Verdese”, che è l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Lago di Como. Ma i principali coltivati sono questi.
Quali sono i fattori determinanti per la produzione di un ottimo vino? Quali, invece, le condizioni sfavorevoli?
Le ottimali sono sicuramente la manutenzione che si deve avere nel vigneto, perché un’uva di qualità, così come un vino di qualità, si producono nel vigneto. Quando le uve arrivano in cantina devono essere solamente lavorate e non modificate. Le condizioni sfavorevoli, purtroppo, sono quelle che riguardano il clima.
Oggi, più che mai, si fa molta attenzione al biologico. Quanto è importante?
Assolutamente sì, è molto importante anche se oggi abbiamo una sola azienda del Consorzio, totalmente biologica. Per quanto riguarda la cooperativa, noi oltre a vinificare uve offriamo anche un servizio di sportello agronomico. Questo vuol dire che abbiamo il nostro agronomo che esce e si reca in ogni vigneto dove è richiesta la sua assistenza e partecipazione. Supportiamo il produttore per un’agricoltura più sostenibile.
Oltre alla cultura e alla comunicazione, il processo di digitalizzazione è fondamentale per le imprese cooperative. Voi avete un canale e-commerce?
Lavoriamo solo le uve che poi vengono restituite ai produttori che commercializzano autonomamente. Anche se il 12 dicembre 2024 la cooperativa ha aperto un punto vendita di soli vini IGT Lariani. L’abbiamo chiamata enoteca ma fa parte di un progetto di viticultori Lariani, per cui vengono venduti solo ed esclusivamente vini IGT, fornendo anche una serie di servizi come le visite in vigneto, le degustazioni.
Quanto conta il rapporto col territorio?
Tantissimo. Il rapporto col territorio è il principale movente che ogni produttore dovrebbe avere.
Dazi e vini. Qual è il suo pensiero a riguardo? Quale sarà l’impatto sul mercato e sullo scenario economico? Quali strategia adottare? Che cosa dovrebbero fare il governo italiano e la Commissione Europea?
Mi piacerebbe avere un parere su questo argomento ma siamo delle microaziende. La maggior parte delle aziende sono così piccole, come può essere la mia, la cui produzione la vendo localmente.
Cosa vuol dire cooperare per Lei?
Cooperare vuol dire avere gli stessi ideali, nel nostro caso stessi ideali di promozione e salvaguardia del territorio. Cooperare vuol dire stare uniti e uniti vuol dire creare un punto sulla carta. Anche se siamo ancora un puntino molto piccolo della regione Lombardia, però quel puntino c’è e si vede.
Se operassi da sola non sarei nemmeno quel puntino.
Progetti futuri.
Innanzitutto, abbiamo già in progetto quello di ampliare la cooperativa come lavorazione di uve, perché dando questo servizio abbiamo tantissime richieste da parte di privati che vogliono anche loro recuperare le terre abbandonate e diventare produttori di vino.
Nel 2025 faremo dunque investimenti per ampliarci. Dal 2018 da quando siamo partiti con 12 mila bottiglie, siamo arrivati oggi a oltre 300 mila. E lavoreremo affinché saranno ancora di più, seguendo sempre i principi della qualità e della sostenibilità.
Per Cinzia Sirtoli, presidente di AGCI Lombardia:
“Una bellissima realtà che valorizza il nostro territorio, orgoglio per il Made in Italy. Ho visitato con piacere le loro cantine dove ho potuto constatare l’impegno e la passione profusi ed apprezzare la produzione di questo ottimo vino dall’identità ben precisa e strettamente connessa col territorio.
Tra bollicine, vini bianchi, rosati e rossi, “brindo” alla cooperativa nostra associata, Viticultori Lariani, guidata da un team di donne, che sempre di più si stanno affermando nel settore vitivinicolo con grande competenza e professionalità, per un percorso fatto solo di successi!”.

