Presentato lo studio condotto dalla Fondazione Caracciolo sul "Trasporto pubblico non di linea"

La voce dei tassisti di Roma e delle nostre cooperative di trasporto persone
Nella giornata del 21 novembre è stato presentato il rapporto della Fondazione Caracciolo sul trasporto pubblico non di linea effettuato su 1500 soci ACI.
In attesa di poter leggere la documentazione completa che presenti non solo i risultati ma anche l’intera impronta metodologica del sondaggio, ci preme esprimere alcune considerazioni.
In primis, avremmo ritenuto opportuna la possibilità di partecipazione all’evento di rappresentanti del settore, trasformando l’occasione in un concreto momento di confronto e di analisi approfondita. Si rischia attraverso questo modus operandi di trasformare il tutto in un simposio autoreferenziale di poca effettiva utilità.
Premesso questo, pur apprezzando alcuni elementi positivi emersi, rileviamo alcune criticità, prima delle quali il confronto con altre realtà europee. Citiamo solo a titolo di esempio, il caso della città di Madrid, dove il calcolo del rapporto tra numero di vetture ed abitanti non tiene conto dell’area effettivamente servita dai taxi, che nel caso della capitale spagnola afferisce a tutta la Regione di Madrid, generando distorsioni evidenti nella lettura dei dati. Lettura che risulta ancor più lacunosa, considerando che non tiene conto delle rispettive condizioni del trasporto pubblico di linea, il primo reale pilastro della mobilità urbana.
Riscontriamo infatti con sommo dispiacere, come nell’analisi complessiva si sia proceduto ragionando a compartimenti stagni considerando il taxi come un fattore a sé stante. La realtà del mosaico della mobilità urbana è costituita invece da una serie di tasselli interdipendenti. Crediamo sia ingenerosa questa reductio ad unum sul trasporto della Capitale. Rispetto all’anno 2024, non si fa peraltro menzione ai cantieri giubilari che hanno paralizzato la città nelle diverse aree interessate dai relativi interventi, od alle manutenzioni straordinarie che hanno interessato ed interessano tuttora la rete tram e metro, con le conseguenti pesanti ripercussioni sull’intera mobilità cittadina.
Tale sondaggio arriva inoltre a pochi mesi di distanza dell’indagine ACOS sulla qualità dei servizi pubblici locali a Roma, dove il taxi promosso a pieni a voti, si è distinto per affidabilità. Trattandosi di uno studio esaustivo e certificato da una agenzia accreditata del Comune, riteniamo che i dati definiti “polarizzanti” della Fondazione Caracciolo, debbano essere interpretati alla luce di quanto già emerso.
Dispiace inoltre il richiamo ad una generica modernizzazione del settore, vista la ormai consolidata e diffusa presenza nella flotta taxi di app di chiamata e forme di pagamento elettroniche. Ogni sacca di resistenza a questo, compreso ogni comportamento difforme dai codici comportamentali ha visto la continua e solenne condanna delle scriventi organizzazioni di settore. Settore, che si dimostra sempre più incline alle novità positive, come dimostra la recente e partecipata diffusione delle licenze M.U. dedicate al trasporto dell’utenza fragile.
Non vorremmo che certe interpretazioni siano malauguratamente influenzate da tempeste mediatiche spesso ingiustificate e curiosamente frequenti.
Auspichiamo pertanto, futuribili iniziative di collaborazione e partecipazione che consentano una autentica espressione della volontà di trovare soluzioni condivise per utenza ed operatori del settore.
Fit CISL Lazio, Unica-Cgil, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Uritaxi Lazio, Confcooperative Taxi Roma trasporto persone, Fast Confsal Taxi, Consul-taxi, Legacoop, Uti, Atapl Claai, ATI Taxi, Associazione Tutela Legale Taxi, CNA taxi, Agci, Sul Taxi

