Giovedì, 31 Luglio, 2025

Solidarietà, inclusione e rapporto col territorio. Sono questi i solidi pilastri su cui si fonda “Carbonia Futura”, la cooperativa sociale, aderente ad AGCI Sardegna, con una guida tutta al femminile

 

Intervista alla presidente Maria Grazia Peis

 

Quando e dove nasce la cooperativa “Carbonia Futura”? Qual è l’origine del nome?

La cooperativa è stata fondata a febbraio del 1984 e si trova a Carbonia, provincia Sud Sardegna. Non sono una socia fondatrice, lo sono diventata nel ‘92, dopo aver lavorato per due anni come dipendente. Quando sono subentrata, mi son trovata a gestire una situazione abbastanza complessa, soprattutto a livello economico. 

Per quanto riguarda il nome, devo ammettere che chi lo ha scelto ha davvero avuto poca fantasia, ho sempre pensato di cambiarlo, “Carbonia Futura” poteva andar bene negli anni ‘80, ma oggi è molto limitato, visti i servizi che gestiamo anche fuori dal territorio. 

Quali sono, dunque, le principali attività?

La cooperativa attualmente, si occupa di servizi a domicilio verso le persone, attraverso l'assistenza domiciliare per anziani, minori e soggetti in difficoltà, servizi educativi in genere, gestione di comunità alloggio.

La cooperativa ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, verso la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini. La società, senza finalità speculative, si propone di gestire in proprio o in convenzione coi Comuni, le Province, le Regioni e con ogni ente locale territoriale e autorità, anche giudiziaria, attività di assistenza per anziani e disabili, assistenza sociale in genere e servizi similari nelle comunità ed in particolare: gestione di servizi sociosanitari per minori, per emarginati, anche in apposite strutture ricettive rivolte agli stessi assistiti. Gestione di asili nido e di strutture ricettive per infanzia. Gestione di comunità, alloggio per minori in stato di abbandono o in affidamento, o comunque in condizioni tali da rendere necessario l’ausilio di terzi. Gestione di ludoteche, biblioteche e strutture similari, in proprio o in convenzione con enti locali. Posso sostenere che siamo stati quasi pionieri, nella gestione di diversi servizi 

Siamo stati fra i primi a gestire i servizi di assistenza anziani, ma anche la prima cooperativa del territorio che nel 1992 ha ha aperto una comunità alloggio per minori. Così come abbiamo avuto un ruolo importante, nel 2007 a fronteggiare l'emergenza degli sbarchi dei minori stranieri non accompagnati, quando andare alla ASL a richiedere un certificato STP (straniero temporaneamente presente) era arabo anche per gli impiegati delle strutture sanitarie pubbliche.  Era un documento che prevedeva il diritto alla salute, senza distinzione di " razze", così come recita la nostra costituzione. Tanto abbiamo fatto per fare integrare i ragazzi, che allora venivano visti in modo strano, perfino a scuola e in alcuni casi ci siamo riusciti

Com’è costituita la cooperativa? Quanti soci? Quanti dipendenti?

Attualmente oltre 50 dipendenti, diversi anni fa, la cooperativa era costituita da 56 soci, il resto erano dipendenti. Con il passare degli anni, alcuni hanno trovato lavoro nelle strutture pubbliche, altri hanno deciso di dedicarsi alle proprie famiglie e si sono dimessi.  Attualmente la cooperativa è costituita da 3 socie, io ricopro il ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione dal 1995 e per alcuni anni, quando la legge lo consentiva, ho fatto l'amministratore unico.

Quanto è importante il rapporto col territorio?

È Molto importante. Anche se qui nel sud Sardegna riscontriamo notevoli difficoltà, visto il territorio, che attraversa non poche difficoltà.  

Qual è il suo percorso professionale? Come nasce l’approccio alla cooperazione? Ho studiato per fare l'insegnante. Nel 1990 è capitata un’occasione che non mi sono lasciata sfuggire, quando nella coop che rappresento, cercavano un’assistente per comunità infantili, poiché avevo preso anche quel titolo, con grande gioia, ho accettato di lavorare nell'asilo nido. 

Nel 1995, come le ho già detto prima, sono subentrata in qualità di presidente della cooperativa sociale Carbonia Futura”, proprio quando la società era quasi prossima alla fine, visti i 500 milioni di lire di debiti maturati, compresi quelli per contributi dovuti all'INPS, che ho sanato in un anno e mezzo. Per un bel periodo ho deciso di avere uno stipendio, pari a quello di tutti gli altri soci, che era a quei tempi 1 milione di vecchie lire, pur di sistemare le cose e, con la grinta e la determinazione che mi contraddistinguono, alla fine orgogliosamente ce l’ho fatta.

Quali sono le difficoltà che affronta e le soddisfazioni ricevute?

Intanto ci tengo a sottolineare che la cooperativa è costituita quasi esclusivamente da donne, abbiamo in organico solo 3 operatori maschi, noi   socie contribuiamo con impegno e dedizione, a rendere le nostre attività organizzate e produttive.

Spesso si riscontrano difficoltà sull’organizzazione del lavoro: possono mancare le operatrici all’improvviso e non si ha il tempo necessario per organizzare le sostituzioni per due, tre persone contemporaneamente, ciononostante, riusciamo a garantire comunque i servizi che sono di primaria necessità.

L’altra difficoltà è determinata dalle gare d’appalto, al massimo ribasso, dove purtroppo, è sempre “una guerra tra poveri”. 

Nel territorio operano più cooperative. Nel 2008, al fine di evitare il fallimento di alcune, soprattutto di quelle piccole, essendo noi la più importante nel territorio, decisi di convocare le altre e proporre l'unione delle forze, attraverso un’ATI, per gestire il servizio dei 16 comuni dove eravamo impegnati singolarmente. Fu un'azione vincente, vincere una gara unica che raggruppava tanti comuni, tanti lavoratori e tanti utenti. Dal 2008 ad ogni gara, ci si costituisce, con atto notarile, in Associazione Temporanea di imprese, che da 17 anni ci permette di lavorare serenamente, in un gruppo di cooperative, dove non ci sono i vinti, ma i vincitori. 

Vincere un ricorso al Tar, per una gara d'appalto importante, che avevamo perso, dove lo stesso avvocato diceva che non vedeva gli estremi per il ricorso, mentre io continuavo a trovare elementi su elementi, rivelatasi determinanti per vincere il ricorso. Ecco questa è stata forse la mia massima soddisfazione, insieme a quella di risanamento, nel 95, della “mia" cooperativa. nel 2000 ebbi un grave problema di salute, che mi dava ben poche speranze di vita, non mi fermai neanche allora, sapevo di avere la responsabilità di gestione della cooperativa, che alla fine divenne pure terapeutica. 

Cosa vuol dire cooperare e, in particolare, fare cooperazione sociale?

Vuol dire aiutare il prossimo, solidarietà, creare lavoro ed opportunità, anche attraverso la valorizzazione del territorio. Significa lavorare insieme per raggiungere un unico obiettivo: il benessere comune.

Oggi si parla molto di inclusione sociale. La sua cooperativa è inclusiva? Viviamo in un mondo inclusivo o c’è ancora tanto da fare?

C’è ancora tanto da fare, la strada è lunga, occorre lavorarci molto a livello culturale ed educativo ed i risultati arriveranno. 

Progetti per il futuro?

Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire ad aprire una bella struttura dedicata agli anziani. Nel nostro territorio c’è carenza di strutture residenziali, la popolazione conta un’alta percentuale di anziani che si ritroveranno soli. Potremmo fare sicuramente la differenza. 

 

Giovanni Loi, presidente di AGCI Sardegna, sulla cooperativa Carbonia Futura:

“Orgoglio e appartenenza. Queste due parole identificano la cooperativa Carbonia Futura. Orgoglio di svolgere una missione di straordinaria importanza e di grande valore.

Appartenenza alla squadra AGCI Sardegna che incarna il valore di una vera cooperazione sociale”.