Mercoledì, 23 Luglio, 2025

AGCI Agroalimentare: “Traditi nella Terra: la PAC volta le spalle agli agricoltori europei”

AGCI Agroalimentare esprime profonda preoccupazione e insoddisfazione per la direzione presa dalla nuova Politica Agricola Comune (PAC), che si configura, secondo la voce condivisa del settore, come una regressione inaccettabile per il mondo rurale e agricolo europeo.

Il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, intervenendo a Roma all’assemblea Coldiretti, ha sottolineato che “sulla PAC registriamo un'involuzione, siamo stati i primi a presentare un documento di contrasto” condiviso da ben 17 Stati membri. Tuttavia, la Commissione Europea – guidata da Ursula von der Leyen – ha scelto di non modificare il proprio orientamento, mantenendo un impianto di bilancio che “presenta troppi rischi per l'agricoltura e gli agricoltori”.

AGCI Agroalimentare, per voce del suo presidente Antonello Capua, si unisce al coro del dissenso, dichiarando:

“Abbiamo sperato fino all’ultimo in un dialogo onesto. Ci sono stati incontri, promesse, perfino un commissario inviato a rassicurarci con parole altisonanti. Ma alla fine, tutto ciò si è rivelato solo fumo negli occhi.”

“La nuova PAC sottrae risorse a settori vitali per l’economia reale come l’agricoltura, per dirottarle verso comparti che, anziché nutrire la vita, sembrano favorire interessi economici ristretti e distanti dal bene comune. Questo non è progresso, è un tradimento.”

“Ci interroghiamo sul perché di certe scelte. Sarebbe curioso capire se chi guida queste decisioni condivida visioni e interessi con gruppi ristretti e per nulla trasparenti della governance internazionale.”

Capua aggiunge un monito rivolto alle istituzioni europee:
“L'Europa sta ignorando le istanze di ben 17 Stati membri, alimentando in questo modo un sentimento di sfiducia che si sta già traducendo in una crescente ondata di antieuropeismo. Quando le voci dei governi vengono sistematicamente ignorate, si logora il principio democratico su cui si basa l’Unione stessa.”

AGCI Agroalimentare ribadisce il proprio impegno per proteggere il lavoro degli agricoltori e il valore strategico dell’agricoltura come pilastro dell’equilibrio sociale ed economico europeo. Il settore non sarà spettatore passivo: il dissenso si trasformerà in proposta, e la proposta in battaglia politica e civile.


AGCI Agroalimentare evidenzia inoltre con fermezza che il nuovo impianto della PAC rappresenta un duro colpo al settore primario, già provato da anni di crisi strutturali, climatiche ed economiche. Le risorse sottratte all’agricoltura per essere ridistribuite su presunte nuove priorità non fanno altro che aggravare una situazione drammatica: si impoverisce chi nutre il pianeta e si minano le basi stesse della sopravvivenza umana.

“Così si uccide il settore primario e fondamentale dell’umanità - denuncia Capua - Una politica cieca, che scambia l’essenziale con l’effimero, e dimentica che senza agricoltura non c’è civiltà, non c’è comunità, non c’è futuro.”