Martedì, 1 Luglio, 2025

Emergenza dermatite bovina: AGCI Agroalimentare “Appello per misure mirate, vaccini e sostegno agli allevatori”

La diffusione della Lumpy Skin Disease (LSD), o dermatite nodulare contagiosa, preoccupa profondamente il mondo agricolo e istituzionale italiano. Dopo i sei focolai confermati in Sardegna e il caso nel Mantovano, ora estinto, si alza un fronte comune per chiedere interventi tempestivi, scientificamente fondati e sostenibili.

È forte la preoccupazione per l’impatto economico sulle aziende zootecniche, soprattutto nelle aree a maggiore vocazione, e la necessità di compensazioni straordinarie per le imprese colpite e di un coordinamento istituzionale costante per contenere la crisi. Nel frattempo, il Bollettino epidemiologico veterinario nazionale ha confermato sei focolai attivi in Sardegna, con il virus che ha superato i confini del Nuorese per raggiungere anche la provincia di Sassari e il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega) ha depositato un’interrogazione parlamentare per sollecitare il Governo a evitare abbattimenti indiscriminati e garantire un rapido approvvigionamento di vaccini per non permettere che la filiera del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano venga messa in ginocchio da una gestione emergenziale non calibrata, chiedendo protocolli più precisi per distinguere gli animali infetti da quelli sani.

Decisa la posizione di Antonello Capua, presidente di AGCI Agroalimentare, che ha dichiarato: «Serve una risposta unitaria e scientificamente solida. Le cooperative agricole sono pronte a fare la loro parte, ma chiediamo strumenti efficaci, vaccini disponibili e indennizzi adeguati. Non possiamo permettere che il lavoro di generazioni venga compromesso da misure affrettate o inefficaci».

Il settore zootecnico, già provato da altre emergenze sanitarie, chiede ora risposte rapide, coordinate e lungimiranti per proteggere un patrimonio economico, sociale e culturale di valore inestimabile.