Giovedì, 10 Luglio, 2025

PAC: la posizione di Copa Cogeca e di AGCI Agroalimentare

Copa e Cogeca, le principali organizzazioni europee che rappresentano agricoltori e cooperative agricole, si oppongono fermamente alla proposta di istituire un fondo unico per la Politica Agricola Comune (PAC) nel prossimo bilancio UE post-2027. Secondo loro, questa riforma metterebbe a rischio la struttura a due pilastri della PAC — pagamenti diretti e sviluppo rurale — e potrebbe compromettere la sicurezza alimentare europea, la stabilità delle comunità rurali e la sostenibilità ambientale.

Hanno lanciato la petizione “No Security Without CAP” per chiedere:
- Un bilancio dedicato e indicizzato all’inflazione
- Il mantenimento della “C” di _Comune_ nella PAC
- La salvaguardia della struttura a due pilastri
- Riforme solo dopo aver definito risorse certe e consultazioni reali⁽²⁾⁽⁴⁾

Puoi leggere e firmare la petizione sul sito ufficiale [NoSecurityWithoutCAP.eu](https://nosecuritywithoutcap.eu/)

Posizione AGCI Agroalimentare

AGCI condivide le preoccupazioni di Copa Cogeca e sottolinea come il modello agricolo italiano — basato su piccole e medie imprese cooperative, biodiversità e multifunzionalità — sarebbe fortemente penalizzato da un fondo unico. Tra i principali rischi evidenziati:
- Perdita di risorse per l’agricoltura italiana
- Indebolimento del principio di sussidiarietà
- Penalizzazione delle aree marginali e rurali
- Concentrazione delle risorse verso aziende strutturate
- Ostacolo alla transizione ecologica

AGCI non è contraria alla semplificazione amministrativa, ma chiede che venga garantita:
- Flessibilità per Stati e Regioni
- Equa allocazione delle risorse
- Mantenimento delle misure di sviluppo rurale

Infine, prendendo spunto dalle dichiarazioni del Commissario
Hansen, per il quale la prossima Pac sarà "più mirata, in
particolare verso gli agricoltori che praticano un'AGRICOLTURA
attiva e contribuiscono alla nostra sicurezza alimentare e alla
salvaguardia dell'ambiente" e dalle intenzioni della Commissione Ue che intende mettere mano alla distribuzione dei fondi che sarà "più
equa", AGCI ritiene che sia giusto che venga valorizzato chi di agricoltura, vive, e solo a costoro devono essere rivolti i contributi diretti perché sono loro che possono fare investimenti. Incentivare l'aggregazione è lo strumento necessario ed unico per coinvolgere tutti gli altri operatori.

Il messaggio è chiaro: la PAC deve restare uno strumento di coesione economica, sociale e ambientale, e non essere ridotta a un contenitore indistinto.