Martedì, 10 Febbraio, 2026

Pac a rischio, agricoltura europea in bilico

AGCI Agroalimentare: serve subito un fondo dedicato e trasparente per non compromettere il futuro delle imprese

AGCI Agroalimentare accoglie con forte preoccupazione il parere della Corte dei Conti europea sulla proposta di riforma della PAC 2028-2034.
Le criticità evidenziate – dalla perdita di un fondo agricolo dedicato alla crescente opacità nella gestione delle risorse – confermano i timori che l’Alleanza denuncia da mesi: senza una dotazione chiara e stabile, l’agricoltura europea rischia di perdere uno dei suoi pilastri fondamentali.
La Corte mette in luce un quadro allarmante: maggiore complessità amministrativa, minore trasparenza, difficoltà nella tracciabilità dei fondi e incertezza sugli stanziamenti reali destinati agli agricoltori. Un impianto che, se confermato, potrebbe compromettere la capacità delle imprese agricole di programmare investimenti, garantire redditività e mantenere competitività nel mercato unico.
Antonello Capua, presidente di AGCI Agroalimentare, lancia un appello netto:
«La PAC non può diventare una voce indistinta dentro un contenitore finanziario più ampio. Senza un bilancio autonomo e riconoscibile, l’Europa rischia di smarrire la sua politica agricola comune proprio nel momento in cui servono certezze, visione e strumenti solidi per affrontare transizione ecologica, sicurezza alimentare e competitività delle filiere. Le osservazioni della Corte dei Conti UE sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato: difendere la PAC significa difendere il lavoro degli agricoltori e la tenuta dei territori».
La prospettiva che l’ammontare reale delle risorse possa emergere solo dopo la definizione dei piani nazionali apre inoltre a possibili disparità tra Stati membri, minando la coesione e alterando le condizioni di concorrenza. Una deriva che metterebbe in discussione principi fondativi della PAC: sicurezza alimentare, equità, stabilità del reddito agricolo.
AGCI Agroalimentare chiede alle istituzioni europee di intervenire con urgenza per:
- garantire una dotazione finanziaria certa, stabile e dedicata alla politica agricola;
- assicurare trasparenza e tracciabilità dei flussi di spesa;
- mantenere un quadro normativo chiaro, che permetta alle imprese di pianificare il proprio futuro con fiducia.

Il negoziato sul prossimo bilancio pluriennale sarà decisivo per il destino dell’agricoltura europea. AGCI Agroalimentare ribadisce che la PAC deve restare una politica realmente comune, capace di sostenere agricoltori, filiere e territori in una fase storica complessa e cruciale.