Lunedì, 28 Luglio, 2025

Accordo commerciale UE-USA con dazi al 15%: quadro stabile, ma troppo incerto per un giudizio positivo

AGCI Agroalimentare esprime una perdurante preoccupazione per il recente accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, che prevede una tariffazione fissa del 15%. Se da un lato si registra un superamento dello stallo negoziale, dall’altro la mancanza di elementi chiari e di misure compensative concrete lascia spazio a forti dubbi sull’impatto reale per il sistema agroalimentare nazionale.

Filiere esposte e necessità di protezione immediata
La soglia attuale, seppur inferiore rispetto al 30% inizialmente ipotizzato, rappresenta comunque una penalizzazione significativa per settori strategici come vino, olio, pasta e formaggi.
In particolare:
- Il rafforzamento dell’euro accentua la perdita di competitività.
- Il vino, fiore all’occhiello dell’export italiano, rischia una contrazione delle vendite per oltre €400 milioni.
- Il rischio di aumento delle imitazioni low cost mina il valore del Made in Italy.

Sistema normativo fragile e competitività sotto pressione
Il quadro normativo appare poco definito e non pienamente coerente con i principi regolatori del commercio internazionale. In un momento delicato per l’equilibrio geopolitico e industriale, è essenziale rafforzare la tutela delle Indicazioni Geografiche, delle norme di qualità e delle pratiche ambientali che distinguono il modello produttivo italiano.

Dichiarazione di Antonello Capua, presidente di AGCI Agroalimentare
“Finalmente si parla di stabilizzazione, ciò non esclude che alcune delle nostre filiere possano subire danni rilevanti. Il quadro appare troppo confuso e frammentario per poter esprimere un giudizio netto e positivo sull’accordo.
È evidente un orientamento verso una logica di riequilibrio che privilegia altri modelli economici e lascia le imprese italiane in una posizione marginale.
Un accordo è davvero efficace solo se tutte le parti lasciano il tavolo soddisfatte. In questo caso, la vera buona notizia sarebbe stata un’intesa a dazi zero, equa e condivisa.
Il fatto che le borse abbiano risposto positivamente alla notizia, infine, non è indice di "bontà" dell'accordo. Le borse, pur essendo uno strumento di misurazione dell'economia interna ed internazionale, sono comunque anche uno strumento di speculazione finanziaria e bisogna dire che da quando i dazi sono stati annunciati la prima volta ad oggi, gli speculatori finanziari hanno portato a casa ottimi guadagni.”

AGCI Agroalimentare chiede l’attivazione urgente di un tavolo di confronto con le istituzioni italiane ed europee per definire strumenti di supporto chiari, efficaci e coerenti con le esigenze delle imprese. Solo attraverso un lavoro di squadra sarà possibile mitigare gli impatti del nuovo accordo e trasformare questa fase in una vera opportunità per il settore agroalimentare.