Giovedì, 9 Aprile, 2026

Aumenti dei costi dell’energia, filiere sotto pressione: l’agroalimentare non può più aspettare

AGCI “servono costi energetici sotto controllo, investimenti sulle rinnovabili e monitoraggio contro le distorsioni”

Il caro-energia continua a mordere l’agroalimentare italiano, comprimendo i margini delle imprese e minacciando nuovi rincari per i consumatori. È il segnale di attenzione lanciato da AGCI Agroalimentare, che mette in luce come l’intera filiera – dalla produzione alla distribuzione – stia ormai facendo i conti con costi strutturalmente più elevati.
Le dinamiche dei mercati energetici continuano a incidere in modo diretto e indiretto su produzione, trasformazione e distribuzione, generando effetti ormai strutturali sul cosiddetto “carrello della spesa”.
L’energia pesa infatti su ogni fase del percorso che porta il cibo sulle tavole:
• produzione agricola, tra carburanti, irrigazione e fertilizzanti;
• trasformazione, con un’industria alimentare fortemente energivora;
• logistica e distribuzione, dove i costi di trasporto restano elevati anche in condizioni di stabilità dei prezzi energetici.

Nonostante un apparente rallentamento delle oscillazioni, i costi si consolidano e si stratificano lungo la filiera. Le cooperative stanno assorbendo una parte significativa degli aumenti, ma i margini si assottigliano e cresce il rischio di dover trasferire i rincari sui prezzi finali.
I prodotti agroalimentari di base risultano i più esposti, a causa dell’effetto cumulativo tra energia, packaging e trasporti e dell’erosione del potere d’acquisto delle famiglie e conseguente contrazione dei consumi.
Per evitare ulteriori squilibri e tutelare sia le imprese cooperative sia i consumatori, AGCI Agroalimentare propone interventi immediati e strutturali:
1. Stabilizzazione dei costi energetici:
misure non emergenziali ma di sistema, capaci di dare prevedibilità alle imprese.
2. Sostegno agli investimenti in energia rinnovabile in agricoltura:
incentivi per comunità energetiche, autoproduzione e soluzioni che riducano la dipendenza dai mercati internazionali.
3. Monitoraggio costante della filiera: per prevenire distorsioni, pratiche speculative e squilibri nei passaggi intermedi.

«Le cooperative possono essere parte della soluzione, ma vanno messe nelle condizioni di continuare a garantire equilibrio tra sostenibilità economica e tutela dei consumatori - ha dichiarato il presidente di AGCI Agroalimentare, Antonello Capua - Senza interventi mirati, il rischio è che l’aumento dei costi diventi permanente, con effetti pesanti sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie.»