Venerdì, 14 Novembre, 2025

Pesca: dal tavolo Masaf impegni concreti per Tirreno e Adriatico, ma l’Europa deve cambiare rotta

Far ripartire la pesca a strascico nel Tirreno dopo lo stop di novembre, garantire continuità operativa alle marinerie anche in Adriatico e pianificare con anticipo le giornate di pesca per il 2026: sono questi i principali risultati emersi dal tavolo sulla pesca svoltosi al Masaf, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, del sottosegretario Patrizio La Pietra e delle associazioni di categoria.

L’AGCI Pesca e Acquacoltura esprime apprezzamento per la disponibilità e la tempestività con cui il Ministero ha accolto le istanze del settore, dimostrando attenzione concreta verso una crisi che rischia di compromettere la tenuta economica e sociale delle flotte italiane.
Il sottosegretario La Pietra ha raccolto le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali e delle cooperative, tra cui la nostra, sull’urgenza di accelerare i tempi di liquidazione delle indennità di fermo pesca per il 2024 e 2025 e sull’importanza di una pianificazione efficace per il prossimo anno.
Tuttavia, AGCI Pesca e Acquacoltura non può non evidenziare le gravi responsabilità della CGPM e della Commissione europea, le cui decisioni – adottate senza un adeguato impianto compensativo né un reale coinvolgimento degli operatori – stanno generando forti disparità e penalizzazioni ingiustificate per il comparto italiano.

“Riteniamo fondamentale che le proposte maturate al tavolo nazionale vengano portate con forza al prossimo Consiglio Agrifish di dicembre, affinché l’Europa riconosca il valore strategico della pesca italiana e corregga una rotta che, allo stato attuale, rischia di compromettere il futuro di migliaia di imprese e lavoratori - ha dichiarato Enrico Casola, presidente AGCI Pesca e Acquacoltura - La nostra Associazione continuerà a lavorare in sinergia con le istituzioni nazionali per tutelare il settore e promuovere una gestione sostenibile, equa e condivisa delle risorse marine.”